Noto ai più come un cibo appartenente al grande gruppo dei cereali, l’amaranto è il seme commestibile di alcune piante del genere Amaranthus. Nello specifico parliamo delle specie Amaranthus caudatus, Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus. Si tratta di piante originarie dell’America Centrale, facenti parte della famiglia delle Amarantacee.
Pur avendo caratteristiche nutrizionali simili, e per molti versi superiori, a quelle dei cereali, l’amaranto non appartiene alla famiglia delle Graminaceae, per cui viene definito come uno pseudocereale.
La sua coltivazione risale alle civiltà precolombiane, con particolare riferimento alle popolazioni degli Inca e degli Aztechi, che definivano l’amaranto come “il Grano degli Dei“, per via delle sue numerose proprietà nutrizionali di cui questi popoli erano già a conoscenza. Non a caso l’amaranto, insieme alla quinoa (un altro “superfood”) era alla base della loro alimentazione.
Per lunghi anni dimenticato, l’amaranto è stato riscoperto solo negli anni 60′ dopo alcune ricerche condotte negli Stati Uniti dove sono emersi i benefici e i vantaggi nel consumare questo alimento.
Vediamo dunque quali sono le proprietà dell’amaranto.
Amaranto: proprietà e valori nutrizionali

Amaranto
Innanzitutto va detto che l’amaranto non contiene glutine, per cui è compatibile anche con la dieta delle persone affette da celiachia.
L’amaranto può vantare un altissimo contenuto proteico, pari al 15%, un valore superiore a qualsiasi altro cereale. Ma oltre alla quantità anche la qualità proteica è decisamente elevata, dato che nell’amaranto troviamo anche la lisina, un aminoacido essenziale di cui sono sprovvisti i comuni cereali. Per questo motivo molte persone che per loro libera scelta decidono di eliminare le proteine animali (scelta comunque sconsigliata dal Dott. Mozzi), introducono questo pseudocereale nella loro alimentazione.
E’ un alimento ricco di fibre (molto importanti per la salute della flora batterica intestinale) e facilmente digeribile. Per cui i nutrizionisti lo consigliano a tutte le fasce d’età, sia alle persone anziane, che ai bambini piccoli. Inoltre non presenta lo svantaggio di contenere saponine, una sostanza amara presente per esempio nella quinoa e non digeribile dai bambini con meno di 2 anni.
L’amaranto fornisce un valido apporto di sali minerali, in particolare di calcio (il cui contenuto è triplo rispetto ai classici cereali) e altri come fosforo, magnesio e ferro.
Infine contiene vitamine del complesso B e vitamina C, arginina, serina, alanina e acido glutammico.
Valori nutrizionali dell’Amaranto per 100 g di prodotto:
Calorie | kcal. | 343 |
Acqua | % | 12 |
Proteine | % | 16 |
Carboidrati | % | 65 |
Grassi | % | 7 |
Indice glicemico
L’indice glicemico dell’amaranto, tra cereali e pseudo cereali, è uno dei più bassi. Il suo valore è infatti di 35, che è un valore basso-medio. Per questo motivo il suo consumo per persone che soffrono di diabete è certamente più indicato rispetto ad altri cereali dall’indice glicemico molto elevato, come ad esempio il frumento, il riso (specialmente il riso bianco) e il mais.
In ogni caso, per le persone con il diabete (sia di tipo 1 che di tipo 2), il consiglio del Dott. Mozzi rimane quello di consumare l’amaranto esclusivamente nella prima parte della giornata (a colazione o a pranzo) e il meno possibile nelle ore serali, cioè a cena.
“Il motivo?
Consumando amaranto (o altri cereali) a cena e non facendo alcuna attività fisica, si rischia di provocare dei picchi glicemici notturni con una glicemia che può rimanere elevata per tutta la notte fino al mattino successivo. Una situazione che andrebbe evitata perché glicemie perennemente elevate nel tempo possono provocare numerosi problemi all’organismo.
Oltre alla glicemia, a seconda delle proprie caratteristiche genetiche, possono venir influenzati negativamente anche i valori del colesterolo, della pressione arteriosa e infine il peso corporeo.
Controindicazioni
L’amaranto è un alimento ricco di acido ossalico, per cui è controindicato alle persone che soffrono di patologie renali e in particolare di calcoli renali. E’ inoltre sconsigliato a persone con problemi di gotta, dolori articolari e reumatismi.
Come cucinare l’amaranto?
Come si cucina l’amaranto?
E’ estremamente semplice: dopo averlo risciacquato con dell’acqua fredda, si fa bollire nel modo che segue.
Si mette l’amaranto in acqua (circa 2 parti d’acqua per ogni parte di amaranto) con un cucchiaio di sale marino integrale.
I tempi di cottura sono di circa 30 minuti in una pentola normale e di 15-20 minuti in una pentola a pressione. Dopo la cottura, l’amaranto dovrà riposare per circa 10 minuti.
Una volta pronto può essere condito come meglio preferisci, anche se le combinazioni migliori sono senza dubbio con carne, uova, pesce e verdure.
Amaranto e gruppi sanguigni
Nel libro “La dieta del Dottor Mozzi” l’amaranto è considerato benefico per il gruppo sanguigno A, mentre è menzionato come neutro per i gruppi sanguigni 0 ed AB. Le persone di gruppo B dovrebbero invece evitarlo, in quanto per loro si tratta di un alimento decisamente nocivo.
Il naturopata americano Peter D’Adamo, ovvero l’ideatore della dieta dei gruppi sanguigni, consiglia alle persone di gruppo sanguigno A di consumare spesso l’amaranto, in quanto questo pseudo-cereale contiene una lectina con proprietà antitumorale nei confronti delle cellule del Colon, una tipologia di Cancro che purtroppo le persone di gruppo A sono più inclini a sviluppare.
Oltre alle indicazioni citate sull’amaranto trovi molte altre informazioni utili sul libro “La salute su Misura” di Peter D’Adamo.
GRUPPO SANGUIGNO | BENEFICO | NEUTRO | NOCIVO |
Gruppo 0 | x | ||
Gruppo A | x | ||
Gruppo B | x | ||
Gruppo AB | x |
Quando mangiarlo e con quali abbinamenti?
Così come per la quinoa, anche l’amaranto, non essendo un vero cereale, può essere abbinato tranquillamente a qualsiasi alimento, anche a prodotti dolci come marmellate, miele e creme al cioccolato, giusto per fare un esempio.
Infatti chi segue da tempo la dieta del gruppo sanguigno sa bene che la combinazione “dolci+cereali” è decisamente sconsigliata, in quanto potrebbe dare problemi digestivi dovuti alla fermentazione degli amidi all’interno del tratto digestivo. La fermentazione produce gas (Co2) e alcol, due elementi decisamente pessimi per la digestione. Per maggiori informazioni sulle combinazioni alimentari leggi: Combinazioni alimentari: la guida del Dott. Mozzi
Gli amidi dell’amaranto fortunatamente non sono inclini a fermentare, per cui l’abbinamento “dolci e amaranto” è concesso. E’ concesso l’abbinamento anche con carne, uova, pesce, verdure, legumi e semi oleosi (noci, nocciole, mandorle, arachidi, ecc.).
Quando mangiare l’amaranto?
Pur essendo uno pseudocereale molto proteico, l’amaranto contiene comunque una discreta quantità di amidi. Per questo motivo il Dottor Mozzi ne sconsiglia il consumo a cena, specialmente a tutte quelle persone che soffrono di problemi legati alla “sindrome metabolica” ovvero: sovrappeso, colesterolo, pressione e trigliceridi elevati, glicemia elevata (o diabete).
Può invece essere consumata anche a cena dalle persone che non soffrono dei problemi appena menzionati, che praticano regolarmente sport e che hanno bisogno di “prendere” un po’ di chili.
In ogni caso il momento migliore per mangiare l’amaranto è a colazione, o a pranzo, come alimento sostitutivo dei classici cereali (ovvero pane, pasta, riso, mais, ecc.)
La tollerabilità dell’amaranto è da valutare caso per caso nelle persone con patologie autoimmuni (ad esempio: lupus, tiroidite di hashimoto, artrite reumatoide, ecc.).
Ricetta con l’amaranto
Ecco una ricetta gustosa con l’amaranto, presa dal libro sulle ricette per la dieta del gruppo sanguigno di Marilena D’Onofrio.
Amarantozzo: Amaranto e zucchine
Ingredienti:
- 100 g di amaranto;
- sale;
- zucchine;
- basilico;
- pinoli.
Si procede in questo modo:
- Sciacquare bene l’amaranto fino ad ottenere un acqua trasparente;
- Mettere a cuocere i chicchi di amaranto in abbondante acqua salata per 20 minuti, poi lasciare riposare per altri 10 minuti.
- In una padella calda e senza nessun condimento, far saltare le zucchine tagliate a julienne e salate, mescolando di continuo fino ad ammorbidirle.
- Scolare l’amaranto e aggiungerlo alla padella dove si trovano le zucchine, continuando a cuocere per qualche minuto, avendo cura di mescolare il tutto con un cucchiaio di legno.
- In fine servire con basilico, pinoli e olio di oliva extravergine.
NB: Questa ricetta è adatta a tutti tranne che alle persone di gruppo sanguigno B.
Dove acquistare l’amaranto?
L’amaranto è un prodotto facilmente reperibile nei negozi di vendita di alimenti biologici e in alcuni casi è possibile trovarlo anche nei supermercati.
E’ inoltre possibile acquistare l’amaranto online. Tra i tanti prodotti presenti sul mercato, consiglio l’acquisto dell’Amaranto biologico di Cuoregreen.it.
Amaranto biologico 500g
Contenuto: 500 g
Ingredienti: Amaranto da agricoltura biologica
Produttore: Cuoregreen.it
La pianta dell’Amaranto

Amaranthus caudatus
Esistono numerose varietà di Amaranto, quella che vedi in foto è l’Amaranto Caudatus, conosciuta anche come “Coda di Gatto“, una pianta perenne coltivata soprattutto nel Centro America e nelle zone del Pianeta a clima tropicale e sub-tropicale. A scopi alimentari, oltre all’appena menzionata “Coda di Gatto” vengono coltivate anche i generi A. cruentus e A. hypochondriacus.
Il motivo per cui c’è tanto interesse per l’amaranto, oltre che per le sue proprietà nutrizionali, è dovuto al fatto che si tratta di una pianta dalle esigenze minime, che si sviluppa molto rapidamente e in grado di sopravvivere anche in condizioni sfavorevoli.
Può essre coltivata in terreni di qualsiasi genere, purché si tratti di un terreno ben drenato e soleggiato (in ombra le piante non germogliano), predilige però terreni sassosi o sabbiosi, anche scarsamente fertili.
Dopo la semina e la germinazione, ha bisogno di pochissima acqua, in quanto l’amaranto tollera molto bene la siccità, mentre teme il ristagno idrico.
Si tratta dunque di una pianta che può essere tranquillamente coltivata anche in terreni poco fertili e in zone aride, come in alcune località dell’Africa e del Sud America.
Inoltre il ciclo di sviluppo dell’amaranto, dal seme al frutto, dura pochi mesi, e quindi la coltivazione si può praticare anche nelle zone dell’Asia caratterizzate dai monsoni, o anche nei campi in riposo tra due colture più pregiate.