Se hai il morbo di Crohn, o una patologie simile come la colite ulcerosa, sappi che un cambio alimentare (radicale) è con tutta probabilità la tua vera e unica ancora di salvezza.
La Medicina Ufficiale fa uso di farmaci antinfiammatori, antibiotici ed immunosoppressori e quando tutto ciò non funziona, non rimane che operare. L’operazione chirurgica a sua volta non risolve definitivamente il problema, che a distanza di mesi o anni, alla fine si ripresenta.
Sia i farmaci che la chirurgia non possono guariti dal morbo di Crohn.
In realtà nemmeno la dieta può guarirti. Infatti, anche cambiando dieta, la malattia rimane latente, ma il cambio alimentare ti darà modo di vivere una vita normalissima, senza più dolori, senza più la fobia di dover cercare disperatamente un bagno ogni qualvolta sarai fuori casa.
Ma qual’ora dovessi tornare a “sgarrare“, i sintomi torneranno, magari solo per un giorno, o due, ma torneranno. Di questo dovrai essere consapevole, perché finalmente potrai scegliere tu stesso se stare bene, o stare male.
L’articolo che ti accingi a leggere è suddiviso in due parti.
- Nella prima fornisco una spiegazione di sintesi sulla malattia, sui sintomi, sulle cause e sulle conseguenze.
- Nella secoda, che probabilmente è quella che più ti interessa, tratta nel dettaglio l’alimentazione consigliata per curare il morbo di Crohn. E per confermare che tutto ciò che stai per leggere non è frutto di fantasia, ma è la pura verità, a fine articolo troverai tre testimonianze reali di guarigione.
Le informazioni che troverai sulla dieta sono valide anche per la colite ulcerosa.
Dunque, se sai già cos’è il morbo di Crohn e vuoi saperne di più sulla dieta terapeutica, puoi saltare le spiegazioni iniziali cliccando qui.
Parte 1
Che cos’è il Morbo di Crohn
Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica che può colpire qualsiasi tratto del l’apparato digerente (dalla bocca, all’ano), ma che generalmente si manifesta nell’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) e/o nel colon.
Si tratta di una patologia autoimmune. L’elemento distintivo della malattia autoimmune è l’incapacità del sistema immunitario di spegnere i processi diretti contro l’organismo al termine di una fisiologica risposta infiammatoria o di prevenirne lo sviluppo al di fuori di essa, con il risultato che l’infiammazione cronicizza provocando danni a volte anche molto seri.
I tratti intestinali dove la malattia si manifesta, si presentano infiammati, ulcerati (con perdita di tessuto) con lesioni che interessano a tutto spessore la parete intestinale. Il morbo di Crohn può anche colpire la zona perianale, con fistole e ascessi in corrispondenza dell’ano.
Le fistole sono dei tramiti che possono mettere in comunicazione la parte bassa dell’intestino (ano, talora retto) con la superficie cutanea o terminare a fondo cieco. L’ascesso è invece una massa contenente una raccolta di materiale infiammatorio con produzione di pus, simile a qualsiasi altro ascesso, come ad esempio i denti.
Si tratta dunque di una malattia seria, ma non mortale. Alcune persone convivono perfettamente con i sintomi senza grosse complicazioni. Altri invece sono meno fortunati e devono fare i conti con i bistuli più e più volte, per porre rimedio alle frequenti problematiche in cui incappano per colpa della malattia.
I sintomi
La sintomatologia del morbo di Crohn può essere inizialmente subdola. In un primo momento si può presentare soltanto un po’ di febbre.
In seguito compaiono dolori addominali ed è più frequente che il dolore sia localizzato nel quadrante inferiore destro dell’addome (fossa iliaca destra), dove la malattia si manifesta più spesso. Talvolta, se acuti, i dolori possono simulare un attacco d’appendicite.
Un’altra caratteristica tipica del morbo di Crohn è la presenza di diarrea (si può arrivare ad avere anche più di 4 scariche al giorno). E’ difficile che ci siano chiazze di sangue visibili, mentre è più facile la presenza di sangue occulto, talora con steatorrea (grasso nelle feci).
Altri sintomi che possono presentarsi sono il vomito, la nausea, un eccessivo dimagrimento dovuto alla compromessa funzionalità dell’intestino nell’assorbimento dei nutrienti e in alcuni casi dei dolori articolari.
Complicanze
Se la malattia progredisce può portare a dolorose complicazioni: dalle fistole in zona anale oppure nei tratti intestinali dove può provocare sanguinamenti e in alcuni casi emorragie.
Se le fistole raggiungono altri organi si possono avere altri importanti complicanze: se ad esempio si estendono alle vie urinarie, come la vescica o l’uretere o la vagina si può avere un rigurgito nella zona di materiale intestinale oppure provocare pericolose infezioni.
Oppure la fistola si può aprire all’esterno e creare un orifizio che stenta a chiudersi, dal quale possono verificarsi fuoriuscite di sangue o siero.
Le forme più gravi possono portare anche ad un notevole calo di peso, dovuto a un malassorbimento intestinale.
A causa delle piccole ma continue perdite di sangue, si possono riscontrare anemie e carenze di vitamina B12.
Le cause
Le cause dell’insorgenza del morbo di Crohn sono ancora sconosciute. Tra le “possibili e potenziali” la Medicina Ufficiale annovera le seguenti:
- predisposizione genetica;
- i batteri;
- lo stress;
- il fumo;
Come puoi notare l’alimentazione non è presente nell’elenco.
Tant’è che moltissimi medici (non tutti per fortuna) alla domanda “ma la dieta centra qualcosa?” vi risponderanno con un secco NO.
Per questi illustri dottori può avere molto più senso parlare di “sfortuna“, ma percarità non parlategli di dieta…. d’altronde stiamo parlando di una malattia dell’apparato digerente giusto? Cosa centra l’alimentazione?
Parte 2
Dieta e morbo di Crohn
E’ raro trovare un medico che affermi che l’alimentazione centri qualcosa con il morbo di Crohn.
Qualcuno, durante la fase acuta della malattia, vi dirà di eliminare gli alimenti che contengono molte fibre (cioè frutta, frutta secca e verdure) per non peggiorare i sintomi.
Il motivo è che le fibre aumentano la peristalsi intestinale e per azione meccanica il loro passaggio crea attrito con le pareti intestinali, peggiorando l’infiammazione in essere. Tuttavia togliendo le fibre non si rimuove la causa che ha scatenato la malattia, anzi alla lunga il problema può addirittura peggiorare, dato che le fibre vegetali hanno un ruolo molto importante sulla salute dell’intestino.
Allora che dieta seguire?
La dieta del Dott. Mozzi
Il dott. Piero Mozzi ha fatto dell’alimentazione il principale, se non unico strumento terapeutico.

dottor Mozzi
Nel caso del morbo di Crohn, dato che si manifesta solo in certi soggetti, il dottore afferma che è giusto parlare di “programmazione genetica“. Tuttavia la scintilla che provoca la malattia non è intrinseca nella persona, ma si realizza solo ed esclusivamente se quella persona segue un percorso alimentare sbagliato.
Dunque l’alimentazione sbagliata è causa principale della malattia e di conseguenza, l’unico modo realmente efficace per guarire dal morbo di Crohn è una dieta sana e corretta, basata su alimenti semplici e adatti al proprio sistema immunitario.
Guarire è un parolone, perché di fatto da questa malattia è impossibile guarire del tutto.
Ciò che voglio dire – e che ribadisce anche il dott. Mozzi nel corso di vari video e interviste – è che mangiando correttamente potrai tornare a stare bene, ma sgarrando i sintomi torneranno a tormentarti. La stessa cosa succede per chi è celiaco e come vedremo le due patologie hanno un nemico in comune (avrai già capito di chi si tratta).
Tuttavia si può arrivare a vivere una vita normalissima, senza sintomi o disturbi di alcun genere e tutto ciò ti sarà possibile semplicemente cambiando alimentazione.
Cibi da evitare
Prima di dire cosa puoi mangiare, è importante che tu conosca gli alimenti da cui dovrai stare assolutamente alla larga, in quanto sono, con altissima probabilità, la causa principale della tua malattia.
- FRUMENTO: come nel caso della celiachia, praticamente il 100% dei malati di morbo di Crohn sono intolleranti al frumento, specialmente a questo frumento di oggi stracarico di glutine. Pane, pasta, pizza, cracker, grissini, biscotti, fette biscottate, crostate e qualsiasi altro prodotto da forno che contenga farina 00, 0, 1, 2, o farina integrale, sono assolutamente da evitare. Il consiglio che da il dott. Mozzi è di eliminarli completamente.
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latte e cereali? meglio evitare
LATTE E DERIVATI: insieme al frumento, latte e derivati (specialmente i formaggi grassi stagionati) sono una delle cause principali del morbo di Crohn, della colite e della colite ulcerosa. In questo blog ho più e più volte ribadito cosa pensa il dott. Mozzi del latte animale. E’ un alimento destinato al consumo del piccolo di quella specifica specie animale (mucca, capra o pecora che sia), mentre non è adatto ne agli animali adulti, ne tanto meno agli esseri umani (vecchi, adulti e bambini compresi). Tra tutti l’unico gruppo sanguigno che può tollerare il latte e alcuni suoi derivati (per lo più yogurt e formaggi magri) è il gruppo sanguigno B. Tuttavia, in caso di colite, colite ulcerosa e morbo di Crohn il dott. Mozzi consiglia indistintamente a tutti i gruppi sanguigni, l’eliminazione completa del latte e di tutti i suoi derivati (formaggio, yogurt, burro, panna, mascarpone, ecc.). Attenzione anche ai farmaci e ai cibi confezionati dei supermercati, che spesso tra gli ingredienti contengono anche il lattosio.
Oltre a latticini e frumento, gli alimenti che vanno assolutamente evitati sono:
- salumi e carne di maiale in generale;
- tutti i prodotti affumicati;
- fritture e piatti dove si prevede l’uso di olio nella cottura;
- bevande alcoliche;
- caramelle e gomme da masticare, tutte, anche quelle senza zucchero;
- integratori, farmaci, bevande, estratti erboristici e qualsiasi altro prodotto contenga maltodestrine o altre sostanze edulcoranti (aspartame, acesulfame, destrosio, maltitolo, isomalto, ecc.).
- bevande zuccherate, gasate ed energy-drink;
Il Glutine
Il glutine è una componente proteica presente nel frumento e in alcune varietà di cereali quali avena, farro, kamut, spelta, triticale, orzo e segale.
Chi è affetto da celiachia sa bene quanto il glutine sia pericoloso. In queste persone infatti il consumo di prodotti contenenti glutine, anche se modesto, porta a un immediata reazione immunitaria. Tale reazione comporta un infiammazione a danno dei villi intestinali che rivestono l’intestino tenue. L’infiammazione può essere tale da atrofizzare completamente i villi.
Bene, ora ti chiederai: cosa centra la celiachia con il mio problema?
Il fatto è che non sono solo i celiaci a soffrire delle conseguenze da intolleranza al glutine. Esistono delle intolleranze più lievi a questa proteina, che non sono diagnosticabili dalla Medicina Ufficiale e i cui sintomi possono restare latenti per molti anni.
Questo genere di intolleranza è più subdola rispetto la celiachia, perché difficilmente si arriva a collegare i sintomi con il consumo di prodotti contenenti glutine e nel tempo può provocare disturbi e patologie anche molto gravi.
La maggior parte delle patologie di tipo autoimmune, le problematiche che colpiscono la tiroide, i tumori del sangue e dei polmoni, sono solo alcune delle malattie che il dottor Mozzi accosta al consumo continuo e costante di prodotti a base di glutine. E in questi casi numerosissime sono state le testimonianze di guarigione, o netto miglioramento, semplicemente con l’eliminazione del glutine dalla dieta.
Per cui, quando si arriva a sviluppare una patologia grave, come il morbo di Crohn, che per di più è di tipo autoimmune, il dottor Mozzi consiglia caldamente di eliminare dalla dieta TUTTI I CEREALI CON IL GLUTINE.
Prima di continuare ti lascio con la visione del video in cui il dottor Mozzi parla del morbo di Crohn e della retto-colite ulcerosa.
Dieta e gruppi sanguigni
Fino ad ora abbiamo discusso solo di ciò che dovresti evitare.
Ora ti starai chiedendo cosa puoi mangiare.
A tal proposito ci viene in aiuto il gruppo sanguigno.
Senza contare il fattore Rhesus (RH positivo/negativo) possiamo dire che esistono quattro gruppi sanguigni (0, A, B, AB). Infatti devi sapere che il gruppo del sangue non è indispensabile solo per le trasfusioni di sangue, ma lo è anche nella scelta di ciò che metti sul piatto.
Ogni gruppo sanguigno ha un sistema immunitario differente, che reagisce in diversa maniera all’introduzione del cibo.
E’ una spiegazione un po’ articolata e difficile da riassumere in poche righe, quindi se ti interessa approfondire l’argomento ti rimando alla lettura di questa pagina che approfondisce il tema del gruppo sanguigno e della sua importanza anche in termini alimentari.
Per ora ti basti sapere che lo stesso cibo, che per una persona può andar bene, può essere altamente nocivo per qualcun’altro. In questo senso il gruppo sanguigno può esserci d’aiuto, dato che l’intolleranza di un dato alimento è spesso correlata proprio al gruppo del sangue.
Un esempio?
La carne di manzo, carne rossa per eccellenza, è tollerata molto bene dai gruppi sanguigni 0 e B, mentre risulta nociva (e alla lunga cancerogena) per le persone di gruppo A ed AB.
Quindi una persona di gruppo A o AB con il morbo di Crohn dovrebbe tenersi a debita distanza dalla carne di manzo (e in generale da tutta la carne rossa), oltre che dal frumento e dai latticini.
Ci sono intolleranze in ogni categoria di alimenti: cereali, legumi, carne, pesce, frutta, frutta secca, verdura, spezie, condimenti, ecc…
Percui è importante scegliere bene gli alimenti da mangiare, escludendo tutti quelli che nella dieta del gruppo sanguigno vengono elencati tra i nocivi.
Per maggiori informazioni e approfondimenti sulla dieta dei gruppi sanguigni consulta il libro “La dieta del dottor Mozzi“.
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Siamo tutti diversi
Basarsi solo ed unicamente sul gruppo sanguigno potrebbe essere un errore. E’ una buona base da cui partire, ma se i sintomi restano, vuol dire che c’è ancora qualcosa che non va.
Da una parte è anche logico dato che non siamo tutti uguali.
Se ciò dovesse accadere il dottor Mozzi consiglia di fare molta attenzione al momento in cui i dolori si manifestano, segnando su un’agenda il giorno e l’ora. Sulla stessa riga dovrai segnare anche ciò che hai mangiato nel pasto precedente al manifestarsi del sintomo, elencando minuziosamente tutti gli ingredienti.
Questo è l’unico modo valido per mettere in relazione il sintomo con ciò che hai mangiato e trovare in fine la tua personalissima intolleranza.
Partendo da questi dati potrai iniziare a fare delle “indagini” per scovare il colpevole. Per farlo però il dottore consiglia di fare dei pasti semplici, composti da poche tipologie di cibo. Altrimenti diventa difficile capire chi tra di loro possa essere responsabile del sintomo.
Da li si va per esclusione, provando un cibo alla volta e segnando sull’agenda ogni volta il manifestarsi o meno di sintomi.
I cibi consigliati
Al di la dei gruppi sanguigni possiamo dire che tra i cibi che più facilmente vengono tollerati troviamo:
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Il pesce è fondamentale
Il pesce: in particolare il pesce “grasso” ricco di omega-3 come il salmone e lo sgombro, soprattutto se mangiati crudi, con l’aggiunta di un po’ di limone, sono un toccasana per l’intestino. E’ da evitare il pesce fritto, soffritto, impanato e affumicato. Il pesce non va mai combinato con i latticini.
- la carne: il tacchino bene o male è tollerato da tutti i gruppi sanguigni (tranne rarissime eccezioni), maiale e cinghiale invece sono da evitare, in quanto contengono lectine nocive per l’essere umano, e che possono scatenare una reazione immunitaria. Per il resto la scelta dipende sempre dal tuo gruppo sanguigno. E’ da evitare la cottura con l’olio, e l’impanatura.
- le verdure: evitare le verdure può essere una scelta sensata solo nella fase acuta, ma non può esistere che ve ne priviate completamente. Con il placarsi dell’infiammazione è importante reintrodurre gradualmente le verdure, scegliendo sempre quelle giuste per il tuo gruppo sanguigno.
- le uova: almeno che non avete subito l’asportazione della cistifellea (colicisti), le uova difficilmente vi daranno problemi. L’importante è non cuocerle mai con l’olio. E’ infatti da preferire una cottura con una padella antiaderente. L’uovo sodo va bene per tutti i gruppi sanguigni, tranne che per il gruppo 0, per cui resta al quanto indigesto.
- i cereali: il consumo di cereali (senza glutine) dev’essere modesto, specialmente per le persone di gruppo 0. L’ideale è sostituirli con i legumi consigliati, mangiando per esempio un piatto di fagioli al posto di un piatto di riso. Solitamente è preferibile mangiare cereali integrali, ma durante la fase acuta della malattia i cereali integrali possono peggiorare l’infiammazione, in quanto ricchi di fibre. Percui meglio evitare. Per le persone di gruppo sanguigno A attenzione al riso. Anche se il riso è consentito nella dieta, capita sempre più spesso che ci siano dei soggetti intolleranti. I cereali non vanno mai mangiati insieme ai legumi, ai latticini, alla frutta e/o agli zuccheri.
- i legumi: i legumi sono il sostituto ideale dei cereali, ma vanno sempre scelti in base al proprio gruppo sanguigno e in base alla tollerabilità personale. In generale i legumi freschi sono da preferire ai legumi essiccati. E’ importante non mischiare diversi legumi insieme, non mangiarli insieme ai cereali, ai latticini, alla frutta e ai dolci. E’ invece consigliata la combinazione carne-legumi, pesce-legumi e uova-legumi.
Non eccedere con il consumo di frutta secca (mandorle, noci, semi vari, ecc.), il dottore consiglia non più di 2-3 noci o 4-5 mandorle al giorno. La frutta secca è da preferire d’inverno, dato che i grassi contenuti (specialmente quelli polinsaturi) irrancidiscono velocemente con il caldo.
Mandorle, noci e semi di canapa sono tollerati da tutti i gruppi sanguigni. Per il resto scegli sempre in base alla dieta del GS e al grado di tollerabilità personale. Per le mandorle capita che qualche persona sia intollerante alla pellicina che riveste il seme. In tal caso, per non avere problemi, basta pelarle (o acquistarle già pelate)
Modera anche il consumo frutta fresca.Il dottore consiglia di mangiare uno o due frutti al massimo, sempre nella prima parte della giornata e mai combinati con altri amidi (cereali o legumi), mentre può essere consumata alla fine di un pasto a base di sola carne, pesce o uova.
Mangia sempre e solo frutta di stagione, evitando comunque quelli nocivi per il tuo gruppo sanguigno.
Le persone di gruppo 0 è molto meglio che evitino del tutto la frutta, o che la mangino solo saltuariamente e preferibilmente non d’inverno.

C’è chi è guarito dal morbo di Crohn
Dato che non amo parlare di aria fritta, vorrei porti il caso di tre persone che, a dispetto di ciò che dice la Medicina Ufficiale, sono riuscite a guarire dal morbo di Crohn seguendo un preciso protocollo alimentare, diverso da caso a caso, ma comune in alcuni aspetti. Uno fra tutti, la dieta secondo il gruppo sanguigno.
La testimonianza di Sabrina
Sabrina, gruppo sanguigno B, ha alle spalle 11 anni di morbo di Crohn. Oggi sta bene, ma prima di arrivare a stare bene ne ha passate di cotte e di crude.
Dopo anni di farmaci senza alcun miglioramento evidente e dopo due interventi chirurgici, Sabrina è riuscita a migliorare gradualmente, fino a portare la sua malattia in remissione clinica, cambiando modo di mangiare.
Oggi, a 5 anni di distanza, sta ancora bene e i sintomi non si sono più ripresentati.
Su questa pagina puoi leggere la sua testimonianza.
La testimonianza di Lux
Lux (non conosco il suo vero nome) è un cuoco che per molti anni ha sofferto dei sintomi del morbo di Crohn. Dico “è stato” perché ad oggi sta bene e la sua malattia non si è più manifestata.
Con il senno di poi ha anche aperto un blog molto interessante che tratta di ricette e alimentazione salutare. Lux ha curato il suo morbo di Crohn seguendo la dieta del gruppo sanguigno del dott. Peter J. D’Adamo .
La sua disavventura è iniziata a 19 anni, durante il servizio obbligatorio di leva, con la comparsa di una dolorosissima fistola anale .
Durante quell’episodio i medici gli diagnosticarono uno “stress da servizio di leva” e gli rimossero la fistole e tutta la parte interessata. Ma l’operazione non migliorò le sue condizioni di salute. All’età di 26 anni, dopo nuove e ripetute analisi, gli fu diagnosticato il morbo di Crohn.
Da allora Lux ha subito tre interventi e una colostomia portata per 18 mesi, in totale 30 cm di resezione intestinale.
Nel momento in cui scrive l’articolo Lux ha 50 anni e attesta di stare bene grazie all’alimentazione che segue con attenzione, selezionando solo gli alimenti adatti al suo gruppo sanguigno (gruppo B).
La dieta del dott. Peter J. D’Adamo è leggermente differente da quella del dott. Mozzi. il dott. D’Adamo propone l’uso di integratori ed è più tollerante sull’uso di cereali con il glutine come orzo, farro, kamut e avena.
Questo è il protocollo personale di Lux, gruppo sanguigno B:
- Integrazioni base da alimenti: Zinco, Magnesio, Potassio, Selenio, Vit.C., Acido Butirrico, Acido Linoleico, Lecitina, complesso B.
- Integratori fitoterapici: Panax Ginseng, Uva Ursi, Tribulus Terrestris, Holy basil, Liquirizia, Menta Piperita, Zenzero fresco.
- Supporto emozionale: Metamorfica, Balneoterapia, Sauna Infrarossi, meditazione, attività a contatto con la natura.
- Protocollo risveglio: acqua e limone con Trealosio, frullati o frutta fresca, proteine.
- Alimenti ottimali: Avena, Farro, Miglio, Riso, Quinoa, Ghee, verdure fresche, frutta fresca, proteine.
- Alimenti tollerati: khorasan, leguminose, solanacee, latticini.
- Alimenti tossici: Frumento, Grano Saraceno, Maiale, Soja, Pomodoro, Mais, lenticchie, Pollo, Arachidi, Zuccheri raffinati, Superalcolici, Melograno, Polipo, Crostacei.
Qui trovi la testimonianza completa di Lux.
La testimonianza di Antonio
Antonio ha voluto testimoniare la sua guarigione su youtube.
E’ affetto dal morbo di Crohn fin da quando era bambino e solo oggi, grazie al cambio di alimentazione, è riuscito a guarire dalla sua malattia.
Ecco il video:
https://www.youtube.com/watch?v=v-l5DsmgxRQ
Conclusioni
Credo che queste tre testimonianze parlino da se.
Il morbo di Crohn non è incurabile, come qualcuno vuol continuare a farci credere. Si può guarire, basta avere le conoscenze e la volontà di mettere in pratica quanto fin’ora hai appreso.
Non è una strada semplice, c’è bisogno di tanto sacrificio, ma ce la si può fare.
Se sei affetto da questa, o da una patologia simile, ti faccio gli auguri di cuore di una pronta e veloce guarigione. E se questa dovesse arrivare, mi farebbe piacere se fossi pronto anche tu a testimoniare come hanno fatto Sabrina, Lux e Antonio.
Per farlo ti basterà compilare i campi che trovi nella pagina “Condividi la tua testimonianza“.

La dieta del dottor Mozzi
Autore: Dott. Piero Mozzi
Editore: Coop. Mogliazze (Maggio 2012)
Questo rappresenta il volume più importante di cui non puoi fare assolutamente a meno. Qui troverai tutti le informazioni che ti occorrono per iniziare a prenderti cura della tua salute.

