L’Artemisia annua, una pianta usata fin da secoli nell’antica medicina cinese come cura contro la malaria, sembra avere l’incredibile potere di sconfiggere l’assai più temuta piaga del Cancro.
Lo rileva uno studio condotto e pubblicato su Life Science da Henry Lai e da Narendra P. Singh, entrambi bioingegneri dell’Università di Washngton, i quali affermano che la sola artemisinina, principio attivo contenuto nell’Artemisia annua, è in grado di uccidere selettivamente e in poche ore le cellule cancerogene, lasciando illese quelle sane.
Le stesse proprietà che rendono l’artemisinina un ottimo agente antimalarico, sembra che siano responsabili anche della sua azione anti-cancerogena. Quando l’artemisinina viene in contatto con il ferro, genera una reazione chimica che da origine a dei radicali liberi, elementi altamente reattivi che, se si formano all’interno di una cellula, attaccano la membrana cellulare e le altre strutture.
Il parassita della malaria non potendo eliminare il ferro contenuto nelle cellule del sangue di cui si nutre, finisce per immagazzinarlo. L’artemisinina rende questo ferro tossico per il parassita. Lo stesso sembra avvenire nel caso dei tumori.

Poiché si riproducono così rapidamente, la maggior parte delle cellule cancerose hanno un tasso molto elevato di assorbimento del ferro. La loro superficie presenta un gran numero di recettori che trasportano il ferro dentro le cellule. Tutto ciò consente all’artemisinina di individuare selettivamente le cellule cancerose, basandosi appunto sul loro elevato contenuto di ferro, e di ucciderle, lasciando illese le cellule sane.
è in grado di uccidere selettivamente e in poche ore le cellule cancerogene, lasciando illese quelle sane.
Le stesse proprietà che rendono l’artemisinina un ottimo agente antimalarico, sembra che siano responsabili anche della sua azione anti-cancerogena. Quando l’artemisinina viene in contatto con il ferro, genera una reazione chimica che da origine a dei radicali liberi, elementi altamente reattivi che, se si formano all’interno di una cellula, attaccano la membrana cellulare e le altre strutture.
Il parassita della malaria non potendo eliminare il ferro contenuto nelle cellule del sangue di cui si nutre, finisce per immagazzinarlo. L’artemisinina rende questo ferro tossico per il parassita. Lo stesso sembra avvenire nel caso dei tumori.
Nello studio pubblicato sulla rivista Cancer Letters, Henry Lai e Narendra P. Singh, i due bioingegneri dell’Università di Washington, hanno scoperto che la sostanza sembra prevenire lo sviluppo di tumori del seno nei topi cui era stato somministrato un agente canceroso.
è in grado di uccidere selettivamente e in poche ore le cellule cancerogene, lasciando illese quelle sane.
Le stesse proprietà che rendono l’artemisinina un ottimo agente antimalarico, sembra che siano responsabili anche della sua azione anti-cancerogena. Quando l’artemisinina viene in contatto con il ferro, genera una reazione chimica che da origine a dei radicali liberi, elementi altamente reattivi che, se si formano all’interno di una cellula, attaccano la membrana cellulare e le altre strutture.
Il parassita della malaria non potendo eliminare il ferro contenuto nelle cellule del sangue di cui si nutre, finisce per immagazzinarlo. L’artemisinina rende questo ferro tossico per il parassita. Lo stesso sembra avvenire nel caso dei tumori.
Alcuni studi precedenti, avevano suggerito che l’artemisinina fosse selettivamente tossica per le cellule cancerose ed efficace se presa oralmente. I risultati della nostra ricerca confermano che si tratta di un eccellente candidato per la prevenzione del cancro.
spiegano gli autori su News Mediacal
Lai e Singh hanno somministrato ai topi una singola dose orale di 7,2-dimetilbenz(a)antracene, una sostanza nota per indurre multipli tumori del seno.
Metà dei topi sono stati poi nutriti con cibo normale, mentre all’altra metà è stato dato cibo con un’aggiunta dello 0,02 per cento di artemisinina. Nelle quaranta settimane successive, il 96% dei topi del primo gruppo ha sviluppato tumori, contro solo il 57% dei topi nutriti con l’artemisinina. I tumori di questi ultimi, inoltre, erano di dimensioni molto ridotte.
La testimonianza di guarigione dal cancro di Amedeo Gioia

A supporto degli studi e delle teorie fin’ora esposte c’è una testimonianza importante, quella di Amedeo Gioia. Ringraziamo Amedeo per aver riportato la sua storia che potrà senz’altro aiutare molte persone che come lui, hanno avuto la sfortuna di incappare in quella sciagura che si chiama Cancro.
A Settembre 2013 venivo colpito da infarto, ricoverato al San Filippo Neri mi venivano applicati 3 by-pass usando le mie vene (vedi dimissioni pubblicate) e avendo perdite di sangue nel catetere mi sottoponevano a visita urologica la quale diagnosticava la presenza di un papilloma molto grande e viste le mie condizioni non l’hanno potuto togliere.
Finita la degenza e la riabilitazione (2 mesi, vedi dimissioni pubblicate) mi facevo operare in una clinica dall’urologo dott. Serafini che praticava una TURB pulendo la vescica, l’esame istiologico (vedi esame pubblicato) riscontrava cellule tumorali ad alto grado nucleare.
Dopo 15 giorni facevo un’altra TURB in quanto sanguinavo ancora e l’Urologo mi fece ricoverare all’INI di Grottaferrata per fare delle infiltrazioni in vescica. Dopo una settimana di ricovero l’Oncologo prof. Lanzetti mi diceva che erano inutili le infiltrazioni in quanto il cancro era passato alla prostata ed era uscito nel peritoneo poggiandosi all’ilio e che avrei dovuto farmi togliere tutto.
Sia il dott. Serafini che il prof. Lanzetti mi dicevano apertamente che per Loro ero un morto che cammina. Ricoverato al San Filippo Neri reparto Urologia, dopo tutti gli accertamenti del caso il prof. Piccone mi informava che mi avrebbe tolto la vescica, la prostata e un tratto d’intestino e che mi avrebbe messo 2 sacchette per l’orina e una per le feci.
Aperto e richiuso in quanto la massa tumorale era troppo estesa e per i miei problemi cardiaci ( per fortuna) venivo dimesso (vedi dimissioni pubblicate) con la sentenza che sarei vissuto una settimana max 2 mesi, con la raccomandazione ai miei di farmi fare dei cicli di chemioterapia, che io ho rifiutato, e trovare una terapia del dolore, che nel frattempo era diventato atroce, e che quando si sarebbe bloccata la minzione di portarmi ad un Pronto Soccorso e farmi togliere tutto.
I miei figli facendo ricerche sulle proprietà curative dell’Hashish e della Marijuana hanno scoperto l’Artemisia Annua al ché non avendo trovato posologie abbiamo usato l’intuito, il buon senso e la fortuna. Abbiamo scelto la soluzione idroalcoolica di Artemisia Annua (vedi bugiardino pubblicato) perché abbiamo ritenuto l’alcool un buon vettore che arriva dappertutto, poi leggendo che le cellule tumorali si caricano di ferro ho pensato di prenderne una fiala di ferro ricostituente, quello che si da’ ai bambini, una al mattino presto per 2 giorni e poi sospenderla per non alimentare il tumore, solo 2 giorni, dopo un’ora prendevo un goccio della soluzione nel caffè poi un bicchierino da vodka dopo pranzato e dopo aver cenato, essendo astemio la prendevo in un bicchiere, un dito orizzontale e allungavo con acqua, o chinotto.
Dopo 2 giorni non avevo più dolori, e dopo 6 giorni facevo un’ecografia che non evidenziava niente, facevo analisi del sangue per le marche tumorali (vedi risposta pubblicata) che erano nella norma, solo una voce po’ più alta, ma io sono fumatore.
Facevo una TAC (vedi risposta pubblicata) che non rilevava niente. Ora io non voglio dare false speranze, ma chi e’ nelle condizioni in cui ero perché non provarci? Tenete presente che a me non hanno tolto nulla e ho rifiutato la chemio, l’ Artemisia annua sconfigge il cancro, ma non i danni permanenti.
è in grado di uccidere selettivamente e in poche ore le cellule cancerogene, lasciando illese quelle sane.
Le stesse proprietà che rendono l’artemisinina un ottimo agente antimalarico, sembra che siano responsabili anche della sua azione anti-cancerogena. Quando l’artemisinina viene in contatto con il ferro, genera una reazione chimica che da origine a dei radicali liberi, elementi altamente reattivi che, se si formano all’interno di una cellula, attaccano la membrana cellulare e le altre strutture.
Il parassita della malaria non potendo eliminare il ferro contenuto nelle cellule del sangue di cui si nutre, finisce per immagazzinarlo. L’artemisinina rende questo ferro tossico per il parassita. Lo stesso sembra avvenire nel caso dei tumori.
è in grado di uccidere selettivamente e in poche ore le cellule cancerogene, lasciando illese quelle sane.
Le stesse proprietà che rendono l’artemisinina un ottimo agente antimalarico, sembra che siano responsabili anche della sua azione anti-cancerogena. Quando l’artemisinina viene in contatto con il ferro, genera una reazione chimica che da origine a dei radicali liberi, elementi altamente reattivi che, se si formano all’interno di una cellula, attaccano la membrana cellulare e le altre strutture.
Il parassita della malaria non potendo eliminare il ferro contenuto nelle cellule del sangue di cui si nutre, finisce per immagazzinarlo. L’artemisinina rende questo ferro tossico per il parassita. Lo stesso sembra avvenire nel caso dei tumori.
Amedeo non si è limitato a riportare la sua testimonianza, ma ha voluto creare anche un gruppo facebook con lo scopo di aiutare chiunque voglia intraprendere la cura a base di Artemisia annua. Il gruppo fb di Amedeo Gioia lo trovate qui: Quelli dell’Artemisia Annua
In questo gruppo potrete interagire e chiedere informazioni direttamente ad Amedeo e agli altri utenti registrati. Troverete inoltre, nella sezione “files”, documenti personali di tipo medico pubblicati direttamente da Amedeo, oltre a specifiche sulla terapia da seguire, sul tipo di prodotto da acquistare, sul dove acquistarlo, sui dosaggi e le tempistiche di assunzione.
Dove reperire l’Artemisia?
L’estratto idroalcolico di Artemisia Annua, che è poi il prodotto di cui ha fatto uso Amedeo Gioia, è reperibile in farmacia. Non sempre tutte le farmacie ne sono provviste, però in genere possono ordinare il prodotto con tempi di consegna anche abbastanza rapidi.
Anche la tisana di Artemisia Annua non è così semplice da trovare, dato che le erboristerie non trattano questo tipo di pianta officinale. In Italia ci sono alcune aziende agricole che da qualche tempo hanno iniziato a coltivare questa pianta e a venderla direttamente ai privati, senza passare per la grande distribuzione.
Tra questi vorrei segnalare l’azienda agricola Erbe di Mauro che lavora da molti anni nel campo delle erbe officinali, coltivando e vendendo piante, nonché il prodotto finale, ovvero le tisane già essiccate e pronte all’uso. Trattasi di tutti prodotti coltivati in Italia in modo del tutto biologico e senza l’ausilio di prodotti chimici.
Tisana di Artemisia Annua
- Ingredienti: Artemisia Annua essiccata;
- Confezione da: 70 g;
- Produttore: Azienda agricola Erbe di Mauro;
- Origine: Italia


